Banca della Provincia di Macerata: cambia la ragione sociale, ma resta l'attaccamento al territorio
“Siamo nati nel 2006 e l’anno successivo iniziò la crisi. Oggi vogliamo prendere atto dei cambiamenti che ci sono stati e legare ancora di più la banca al territorio”. C’è soddisfazione nelle parole di Loris Tartuferi, presidente di Banca della Provincia di Macerata che da stasera cambierà la propria ragione sociale in Banca Macerata Spa. Ma non è solo questa la novità, volta a rendere più agevole il nome. A presentare le variazioni più rilevanti, oltre al presidente Tartuferi, il direttore generale Ferdinando Cavallini.
“La volontà di mantenere sul territorio la banca - ha spiegato il presidente - è stato modificato l’articolo 2 dello statuto, e d’ora in avanti sarà possibile spostare la sede sociale da Macerata soltanto con foto favorevole del 90% del capitale sociale. Questo perché vogliamo che il capitale e il lavoro dei maceratesi non vada disperso o trasferito se non con la volontà della quasi totalità del capitale. Questa vuol essere anche una forma per tutelare gli azionisti di minoranza”.
A ciò si lega anche un’altra variazione, ovvero la riduzione del valore nominale delle azioni da mille euro a 100 euro. All’epoca della nascita della banca, racconta Tartuferi, la cifra di mille euro era stata stabilita perché “dovevamo velocemente entrare nel mercato e aumentare la liquidità”. Questo abbassamento del valore nominale dei titoli vuole agevolare gli scambi e far avvicinare alla banca con maggior facilità tanti piccoli investitori.
“Oggi il sistema bancario in generale spaventa - ha sottolineato il presidente - ma noi non abbiamo mai creato disagi o problemi ai nostri clienti e siamo visti in maniera positiva dagli utenti”.
Altra novità è poi la costituzione del Fondo acquisti azioni proprie sempre per conferire maggior liquidità alla banca. Il consiglio di amministrazione ha deciso di appoggiarsi alla piattaforma HI-MTF a partire da giugno per la compravendita delle azioni.
“La nostra vicinanza al territorio - ha detto poi il direttore generale - ci sta premiando. È molto attesa l’apertura della filiale di San Severino in programma per lunedì alle 17:30. Fin ora è stato solo un punto di consulenza. Va rimarcato il valore della decisione di permettere lo spostamento della sede sociale della banca con il 90% del capitale sociale. Tutto ciò che i maceratesi hanno fatto - ha sottolineato - deve rimanere in questo territorio. Da parte nostra, ci aspettiamo un avvicinamento della popolazione alla banca”.
g.g.
Ricostruzione, Spuri scrive ai sindaci e agli ordini professionali: "Troppo pochi i progetti presentati".
“Il 30 aprile scadono i termini per presentare i progetti di ricostruzione lieve. Le istanze fin ora presentate sono troppo poche e potrebbero esserci importanti ripercussioni nella ricostruzione”. Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche ha in questi giorni inviato una mail a tutti i sindaci del cratere e agli ordini professionali, e per conoscenza al Commissario straordinario Paola De Micheli e al vice commissario Luca Ceriscioli. La problematica sollevata dall’ingegner Spuri non è da prendere alla leggera. Il prossimo 30 aprile infatti, come ricorda nella missiva, scadranno i termini per la presentazione dei progetti per la ricostruzione leggera (edifici con scheda Aedes B) ma sono troppo pochi quelli ad oggi presentati. Non solo, ad oltre un anno e mezzo di distanza dal terremoto, mancano all’appello ancora 14.235 schede Aedes. Per la loro presentazione, c’è tempo fino al 31 marzo.
“Pur nell'approssimarsi delle scadenze previste per la presentazione delle domande di contributo per la ricostruzione privata dei danni lievi (30 aprile) - si legge nella lettera di Spuri - le istanze pervenute non risultano adeguate in termini numerici al danno riscontrato nella regione Marche. Si rammenta anche che il 31 marzo è la data di scadenza per la compilazione e la presentazione delle schede Aedes da parte dei professionisti”. Spuri illustra come i dati aggiornati al 13 marzo siano ancora attese 14.235 perizie giurate mentre sono stimati in circa 5 o 6mila i progetti di ricostruzione per danni lievi ancora da presentare entro il 30 aprile. "È inutile sottolineare - dice - l’importanza dell'imminenza delle scadenze citate che, se disattese, non potrebbero non arrecare importanti ripercussioni al processo di ricostruzione e comportare assunzioni di specifiche responsabilità. L’ufficio ricostruzione resta a disposizione - conclude - per qualunque forma collaborativa che si ritenga opportuna, finalizzata a dare la massima diffusione alla problematica rappresentata, nonché a fornire il necessario supporto alla cittadinanza”.
g.g.
Caprodossi: "A Camerino manca una seria programmazione"
Durante l’ultimo consiglio comunale, svoltosi in un clima cordiale, ho potuto fare alla giunta diverse domande riguardanti alcuni aspetti cruciali della città. In primis ho chiesto se avevano intenzione di tenere ancora per lungo tempo i dipendenti comunali nella sede della Contram; a tale quesito il vice Sindaco ha risposto che è stata fatta richiesta alla Protezione Civile di una sede provvisoria per il Comune, non ci è stato detto però dove sarà localizzata la struttura, forse in località Rio o forse in località Torre del Parco. Ritengo che la sede provvisoria comunale doveva essere tra i primi pensieri della giunta comunale e non adoperarsi per la realizzazione dopo 16 mesi come invece è successo. Altra notizia emersa dal consiglio è lo spostamento della farmacia comunale dal luogo indecoroso dove si trova ora al nuovo centro commerciale in realizzazione, inoltre all’interno della controllata comunale si prospettano nuove assunzioni visto il ritiro in pensione della Direttrice.
Aspetto molto importante venuto fuori dalla discussione è stato la piena rivendicazione da parte del primo cittadino della scelta delle zone dove sono state costruite le SAE, il Sindaco rivoltosi verso il sottoscritto ha rivendicato a piene mani la scelta dalla localizzazione delle casette. Al di là dei ritardi ingiustificabili di tutti gli attori, mi pare chiaro ed è sotto gli occhi di tutti la totale inidoneità delle aree indicate dal Comune che stanno comportando rimandi anche per i poderosi lavori di stabilizzazione.
Sempre parlando del consiglio comunale, tra i vari punti all’ordine del giorno vi era l’approvazione del DUP, il documento principe della programmazione, il quale dovrebbe andare a descrivere le azioni che l’amministrazione vuole adottare e quindi la pianificazione strategica e operativa. Il sindaco durante il consiglio ha fatto specifico riferimento alle perimetrazioni cosa che non è minimamente accennata nel Dup, così come non si fa alcun riferimento allo studio strategico fatto dal gruppo Cucinella che sembrerebbe essere stato abbandonato. Il mio voto, coerente con la totalità della minoranza ed esposto dal capogruppo Trojani, non poteva essere che contrario perché lo spirito di programmazione nel documento è totalmente assente.
Riguardo al bilancio previsionale 2018/2020, vi è una forte sofferenza, si nota un ricorso all’anticipazione di Tesoreria e ad un nuovo indebitamento per 300 mila euro, quando si potevano fare delle scelte molto più sostenibili, senza provocare nuovi passivi; ad esempio per il 2018 c’è la sospensione dei mutui di Cassa Depositi e Prestiti per cui, invece di ricorrere ad un debito, per realizzare lavori sulle strade, si sarebbero potute utilizzare queste economie pari a più di 400 mila euro. La scarsa capacità programmatoria è anche testimoniata dal fatto che la Legge di Bilancio 2018 stanzia a favore dei comuni delle risorse che prevedono a fondo perduto fino ad un massimo di 5 milioni e 200 mila euro a comune di finanziamenti per opere di messa in sicurezza di immobili comunali o altri consolidamenti del territorio, e a tale bando, scaduto il 20 febbraio, Il nostro Comune non ha partecipato.
Un plauso va al consigliere Tapanelli, il quale giustamente ha indicato di guardare ai comuni più grandi come San Severino, Castelraimondo e Matelica come visione e sviluppo futuro, come possibilità di collaborazioni prossime attraverso ogni tipo di organismi quali ad esempio l’unione di comuni ma, a mio avviso sbagliando, il primo cittadino ha ribadito che Camerino debba rivolgersi ai comuni montani e ha ricordato il suo successo personale come il consigliere più votato in provincia in occasione delle scorse elezioni di secondo livello. Questa è una visione miope e personalistica dell’amministrazione cittadina che antepone il proprio tornaconto al bene comune della cittadina.
Durante le comunicazioni del Sindaco, Il primo cittadino si auspica una nuova e più forte collaborazione con l’Università cittadina partendo da un suo invito alla prossima inaugurazione dell’anno accademico, onestamente non trovo il senso logico di tale affermazione, ma ne prendo atto. Sono contento che sia tornato a parlare della città e dei suoi grossissimi problemi dopo essersi trasformato per qualche tempo in politologo, d'altronde essere stato messo fuori dalla lista dei candidati per la camera dei deputati a favore del concorrente poi eletto On. Patassini a poche ore dalla chiusura della stessa, penso non sia stato facile da digerire.
Consigliere Comunale Andrea Caprodossi
Interrogativi e dubbi dopo il sequestro del centro polifunzionale di Norcia
Si discute in queste ore intorno al caso del sequestro della struttura polifunzionale di Norcia, donata da TGLa7 e Corriere della Sera e, realizzata a titolo gratuito dall'architetto Stefano Boeri, che ora si ritrova ad essere indagato insieme al sindaco Alemanno in quanto l'accusa considera il fabbricato non provvisorio ma definitivo e permanente. La vicenda sta riempiendo le cronache e suscitando reazioni polemiche anche per gli interrogativi che si pongono per le tante costruzioni simili che, nell'arco dei mesi, sono state realizzate nei vari comuni terremotati del centro Italia. Rischierebbero di essere fuorilegge anche le stesse infrastrutture delle aree Sae'? A porsi la domanda è stato l' ingegnere camerte Roberto Di Girolamo: '" Se una struttura provvisoria cone quella di Norcia viene considerata permanente- osserva - cosa dobbiamo allora pensare delle SAE che sicuramente sono provvisorie ma il cui posizionamento ha richiesto imponenti lavori di sbancamento, muri di sostegno e tonnellate di cemento spalmate sui nostri territori?Come dobbiamo considerare le infrastrutture che hanno permesso l'installazione delle 'casette? Il problema fondamentale- prosegue l'ingegnere- è che si continua a trattare in maniera ordinaria qualcosa che ha dello straordinario. Non si possono far valere regole da tempo di pace per una situazione da tempo di guerra. Ad un anno e mezzo dal sisma- continua Di Girolamo- non ci si rende ancora conto delle problematiche che esistono nelle nostre città da Mucccia a salire, da Camerino a salire. La verità è che qui c'è un territorio che non esiste più e per il quale si rendono necessarie 'persone straordinarie' e 'norme straordinarie'. E' d'obbligo mettere un punto fermo; la normativa che è stata messa in piedi non sta funzionando.e va completamente azzerata perchè, mettere pezze a qualcosa che non funziona, produce più danni che rifarla da nuovo. Questi signori invece continuano a dare delle scadenze assurde, come quella di fine marzo per le schede 'aedes', di fine aprile per i danni di livello B, o la scadenza del mese di luglio per le inagibilità di tipo E. Continuano a dare scadenze quando ancora le regole non sono chiare; teniamo conto del solo fatto che debbono ancora uscire le modifiche all'ordinanza n.19 relativa alla ricostruzione pesante, che non è ancora chiaro cosa si debba fare nelle zone soggette a microzonazione sismica perchè i relativi piani non sono stati ancora validati dal Commissario, che si naviga nel buio anche per quel che riguarda le zone perimetrate dai comuni e ci sono piani in itinere per quel che concerne le opere pubbliche e i dissesti idrogeologic. Nelle more di tutte queste cose ,- conclude il tecnico-, noi dobbiamo consegnare i progetti. E' una vera follia".
Sisma e solidarietà, i fondi arrivano da un calendario
Continuano le iniziative di solidarietà legate al post-terremoto. Sabato 24 marzo, alle ore 18.30, alla Caffetteria del Politeama, in corso garibaldi 80 a Tolentino, avrà luogo la cerimonia di consegna dei fondi incassati con la vendita del calendario “Tolentino Resiste. La speranza non crolla”. L'iniziativa di realizzare, in seguto agli eventi sismici, un calendario era partita nel 2016 dall'idea dei titolari della tipografia La Linotype di Tolentino, che ne hanno stampati due, uno appunto nel 2016 e uno nel 2017, interamente dedicati a Tolentino.
I proventi sono stati sempre devoluti in beneficenza: lo scorso anno per la realizzazione della nuova sede della locale sezione cittadina dell’Avis e per questo 2018, il ricavato sarà devoluto all’acquisto della pavimentazione antishock per i giochi del Parco pubblico “La Rinascita”, in via Portanova, all’interno del Quartiere Viale Vittorio veneto – Trento e Trieste.
All'evento prenderanno parte il sindaco Giusepe Pezzanesi, il vicesindaco Silvia Luconi, l’assessore alla Polizia Locale e Sicurezza Giovanni Gabrielli, il presidente della Pro Loco TCT Edoardo Mattioli il consigliere comunale Gionata Del Pupo e Gino Vitali della Linotype.
Post-sisma e ricostruzione, spazi per alloggiare il mobilio
Il Comune di Tolentino mette a disposizione spazi dove poter sistemare mobilio e arredi in vista della ricostruzione privata.
Dopo una ricognizione delle strutture disponibili sul territorio, effettuata attraverso un bando, sono stati individuati tre capannoni.
L'Ammistrazione comunale ha quindi deciso di prendere in locazione per un periodo di durata pari a sei anni, rinnovabili di ulteriori sei, degli stabili risultati idonei ad uso magazzino, verso un canone di locazione mensile di euro 3,00/mq al mese, da mettere a disposizione temporaneamente dei soggetti che ne facciano richiesta per depositare gli arredi presenti negli immobili in ricostruzione post sisma.
Questi gli stabili individuati: Via Colombo, 21/25 – superficie di 600 mq al piano primo con accesso carrabile diretto, doppio cancello esterno e pratica antincendio del piano terra da integrare per il piano primo; Contrada Rosciano – immobile 1 – superficie di 1400 mq divisa tra piano terra e piano primo con montacarichi per accesso al piano primo di portata 3200 kg e lunghezza 3.5 m, CPI in scadenza il 10/12/2021; Contrada Rosciano – immobile 2 – superficie di 620 mq al piano terra con un'altezza di 7 m circa, CPI - certificato di prevenzione incendi in scadenza il 25/02/2019.
Questi immobili saranno destinati per il deposito di beni mobili, arredi e mobilio, che dovranno essere necessariamente trasferiti dai fabbricati per consentire lavori di riparazione post sisma e che saranno concessi ai soggetti richiedenti spazi o “piazzole” di circa 30 mq al costo di 120 euro al mese; questi costi, come detto, riducono la spesa della Protezione Civile per i contributi per le spese di trasloco e deposito dei mobili e degli arredi dalle unità immobiliari danneggiate o distrutte dal sisma.
Per quanto riguarda invece i contributi per le persone che hanno l'abitazione inagibile, il Comune di Tolentino ha comunicato che entro la fine del mese di marzo
provvederà al pagamento del contributo per l’autonoma sistemazione-CAS relativo ai mesi di gennaio e febbraio 2018.
A Sarnano, un seminario dedicato alla situazione termale nelle Marche dopo il sisma
“ La situazione termale nelle Marche dopo il terremoto “ è il titolo del seminario tecnico divulgativo in programma questo sabato 17 marzo , a partire dalle ore 9.30, presso la Sala congressi di Sarnano in via Benedetto Costa. L’organizzazione si deve a Unione Montana dei Monti Azzurri, Comune di Sarnano, Terme San Giacomo, Regione Marche e Terme Santa Lucia di Tolentino. I lavori saranno introdotti dal presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti: “ Ringraziamo l’Union Turismo, Associazione Nazionale delle Aziende e degli Enti Pubblici e Privati di promozione ed accoglienza turistica. per aver scelto le nostre zone come sede di svolgimento del suo Consiglio nazionale. a latere del quale, - spiega Feliciotti- il punto che verrà discusso nel corso del seminario tematico, sarà iI termalismo nelle Marche. E’ intenzione dell’Associazione Union Turismo, offrire un contributo costruttivo agli impianti termali della nostra regione, declinato con l’economia del territorio e, con particolare riferimento alle valenze gastronomiche e culturali e all’offerta balneare, in prospettiva e come occasione di ripartenza dopo il sisma. Ben sei saranno le università presenti all’incontro -; tra i relatori –ontinua Feliciott- mi piace ricordare il prof. Umberto Solimene dell’università di Milano e presidente mondiale FEMTEC ( Federazione Mondiale delle Terme) il quale parlerà dell’importanza degli stabilimenti termali nell’economia delle Marche. Tra i presenti all’incontro anche la prof.ssa Natalia Churskaya che approfondirà l’aspetto delle Terme come valore aggiunto, mentre il Dr. Daniele Travagllini, coordinatore nazionale della SIF, parlerà dell’inserimento e del valore della flebologia nel settore termale. Al seminario porteranno il loro saluto anche l’assessore al Turismo della Regione Marche Moreno Pieroni , il presidente dell’Ordine dei medici di Macerata Dr. Romano Mari ; previsto l’intervento autorevole di Franca Roso, presidente nazionale dell’ Ancot (associazione comuni termali) la quale ,nell’ottica di un miglioramento dell’offerta turistica, illustrerà le modifiche necessarie alla Legge 323. Da parte della presidenza nazionale verranno anche consegnate delle bandiere gialle e, credo che nell’insieme, l’intensa mattinata di sabato rappresenti sicuramente un’occasione interessante per una ripresa dopo il terribile evento che ha colpito la nostra regione. Per rinascere, dobbiamo continuare ad attirare i riflettori nazionali su quello che non va ma anche cercare di guardare avanti in prospettiva ; il seminario di Sarnano è solo una delle prime tappe in quanto a breve- conclude il presidente – celebreremo gli Stati Generali del ciclo-turismo , dedicando attenzione ad un settore su cui l’Unione Montana si sta interrogando sin dal 2010, anche con la messa a punto di piste ciclabili. Il futuro è dunque la ripartenza del turismo dopo il terremoto, muovendo dalle Terme di Sarnano e Santa Lucia di Tolentino e, coinvolgendo a 360 gradi tutto il turismo dell’entroterra”.
C.C.
Camerino- Presentato alle scuole il Progetto Sisma: assistenza psicologica e infermieristica Programma Italia EMERGENCY
Nella giornata di ieri, presso la sede provvisoria del Comune di Camerino, si è tenuto un incontro di presentazione alle scuole del comprensorio del Progetto Sisma, che si sviluppa all’interno del Programma Italia di Emergency. Fortemente voluto dall'amministrazione comunale e in collaborazione con le istituzioni, in particolare in seguito ad un protocollo d’intesa siglato con la Asur Marche, è stato avviato un intervento di assistenza psicologica e infermieristica alla popolazione colpita dal terremoto nell’ area di Camerino, città che rappresenta il punto di riferimento a livello sanitario poiché accoglie la struttura ospedaliera “S. Maria Della Pietà”, che copre i bisogni di 20 Comuni dell'entroterra più gravemente colpito dal sisma.
La popolazione studentesca, in accordo con i Dirigenti degli Istituti, parteciperà ad incontri dedicati alla presentazione del progetto a cui potranno seguire interventi psicoeducativi per gruppi classe o istituto a seconda dei bisogni emergenti. All'incontro di ieri erano presenti l'assessore alle politiche sociali, Antonella Nalli, la direttrice del Dsb di Camerino, Maria Rita Paolini e l’équipe del Dipartimento di Salute Mentale con cui Emergency agirà in rete e sinergia durante tutta la durata del progetto per garantire un approccio comunitario e di prevenzione a tutela della salute mentale della popolazione studentesca. Un progetto che fin da subito è stato a cuore dell'amministrazione comunale per l'importanza che assume nei confronti dei giovani ragazzi, che al pari degli adulti stanno affrontando le conseguenze del sisma, dimostrando fin da subito grande attaccamento e voglia di futuro.
L'arcivescovo Brugnaro compie 75 anni e dà le dimissioni.
Buon compleanno Eccellenza.
Festeggia questo venerdì 16 marzo il raggiungimento del 75° anno di età l'arcivescovo Francesco Giovanni. ( nella foto a destra con la mamma Anna ) Una data particolare per mons. Brugnaro che presenta al Papa la rinuncia all'ufficio di guida della diocesi di Camerino – San Severino Marche sulla quale sarà lo stesso Pontefice a pronunciarsi. Secondo il Motu proprio di Papa Francesco “Imparare a congedarsi”, infatti, per essere efficace la rinuncia dev'essere accettata dal Sommo Pontefice, che deciderà valutando le circostanze concrete. Una volta presentata la rinuncia, l'incarico è considerato prorogato fino a quando non sia comunicata all'interessato l'accettazione della rinuncia o la proroga, per un tempo determinato o indeterminato. "Ogni eventuale proroga – ha precisato Papa Francesco - si può comprendere solo per taluni motivi sempre legati al bene comune ecclesiale. Questa decisione pontificia non è un atto automatico ma un atto di governo; di conseguenza implica la virtù della prudenza che aiuterà, attraverso un adeguato discernimento, a prendere la decisione appropriata”. Da Roma ancora nessuna comunicazione, come ha precisato il vicario generale mons. Nello Tranzocchi ai sacerdoti riuniti per il ritiro mensile.
( sotto nella foto il ritiro del clero alla vigilia del compleanno dell'arcivescovo )
L'intera comunità diocesana attende, dunque, di conoscere quale sarà la decisione del Papa, anche in considerazione del particolare momento che la diocesi camerte - settempedana sta vivendo nel percorrere il sentiero della ricostruzione, a volte più arduo del previsto.
( un momento dell'incontro con il clero camerte )

L'arcivescovo Francesco Giovanni trascorrerà il giorno del suo compleanno lavorando come di consueto in curia, mentre in serata sarà a Serra San Quirico per presiedere la celebrazione in occasione della festa della Sacra Spina. Di certo un sapore particolare avrà la quotidiana telefonata con la mamma Anna.
"Sorrisi per l'Etiopia: così rivivono i nostri figli"
“Prima sopravvivevo, adesso vivo, perché attraverso questi 12 anni Cristina non è mai morta. La faccio conoscere a tutti e sarebbe stata contenta”.
È da poco tornata dal 12esimo viaggio in Etiopia Vincenza Costantini, una delle colonne portanti della onlus settempedana “Sorrisi per l’Etiopia”. È nata nel 2006, quando Cristina, figlia di Vincenza e Fabio Scuriatti, morì in un dannato incidente insieme ad altri due giovani, Alessio e Luca, alle porte di San Severino. Dalle famiglie l’idea di fondare questa organizzazione no-profit.
Vincenza Costantini, come è nata Sorrisi per l’Etiopia?
È nata il 6 novembre 2006, quando morirono Cristina, Alessio e Luca. Da tempo aiutavo don Donato De Blasi e, anche se ero stravolta per la perdita di mia figlia, decisi di non chiedere fiori per i funerali, ma offerte. In quell’occasione raccogliemmo 13mila euro. In Etiopia c’era monsignor Domenico Marinozzi, vescovo dei frati cappuccini, che stava andando in pensione e indicò a don Donato una regione in cui non era mai riuscito ad arrivare. Il villaggio principale di quella zona era Lenda.
Con quale progetto avete quindi iniziato?
Iniziammo con la costruzione di un asilo per l’alfabetizzazione. In Etiopia si parlano tantissimi idiomi quindi per l’istruzione la prima cosa da fare è insegnare l’amarico, la lingua ufficiale, e l’inglese. Usiamo il metodo Montessori, il migliore. Nel 2007 feci il primo viaggio in Etiopia con la mamma di Luca. Eravamo in preda al dramma, io ero molto arrabbiata, ma siamo comunque riuscite ad andare. Tuttavia non mi scattò niente ma nel 2008 ci richiamarono e io andai di nuovo. E da allora non ho più smesso di ritornare, mi è entrata nel cuore.
Poi?
Poi abbiamo fondato la onlus, per essere trasparenti al massimo, che è cresciuta da sola. I cittadini di San Severino sono il nostro più importante sponsor, ma anche l’istituto agrario di Macerata. Dopo l’asilo, abbiamo proseguito con la costruzione della scuola elementare e ad oggi formiamo bambini dall’età dell’asilo fino a quella che per noi corrisponderebbe alla terza media.
Che cosa fa oggi Sorrisi per l’Etiopia?
Il primo beneficiario è Lenda e la scuola. Abbiamo 415 bambini a cui assicuriamo un pasto al giorno e paghiamo lo stipendio a 10 insegnanti e a due guardiani. Abbiamo sistemato il pozzo e portato anche l’acqua all’interno della scuola. Tutto quel che avanza da Lenda lo devolviamo ad una clinica di Kanafa: abbiamo realizzato la recinzione, lo studio per i medici dotato di pc, stampante, ecografo, generatore e quant’altro, e abbiamo comprato 20 letti (dieci per gli uomini e dieci per le donne). Ogni anno portiamo là, nel mese di febbraio, 300 chili di materiale tra abiti, medicine, latte in polvere. Poi a Gotuto abbiamo un altro piccolo asilo con circa 50 bimbi. Da sempre facciamo visita anche ad una comunità di ciechi raccolti dalla strada e che lì realizzano mattoni e blocchetti di cemento. Grazie all’aiuto del Rotary di Tolentino quest’anno abbiamo acquistato dei macchinari.


Non tutti i bambini di Lenda però riescono ad accedere alla scuola. In quel caso cosa fate?
L’accesso alla scuola viene stabilito dai capi del villaggio: uno ortodosso, uno mussulmano e uno cristiano. Tutti convivono serenamente. Ovviamente non possiamo far entrare tutti quindi aiutiamo le famiglie che restano fuori acquistandogli una coppia di pecore. In una terra polverosa e arida, sono un patrimonio.
Li aiutate quindi nella loro terra.
Sì, li aiutiamo nel loro territorio. Se li togli dall’ignoranza, queste persone diventano padrone di se stesse. Io mi sono adeguata a loro, alla loro cultura e ai loro tempi più lenti. Loro d’altro canto hanno iniziato ad accelerare un po’. E così ci siamo trovati. In questo modo Cristina, Alessio e Luca rivivono in loro. Io ho conosciuto l’amore, ho imparato cos’è la condivisione, anche nei momenti in cui lavoriamo per loro qui in Italia. Realizziamo bomboniere e facciamo mercatini. Se si è in tanti, i sogni si avverano.
Cosa significa per lei Sorrisi per l’Etiopia?
Mentre prima sopravvivevo, adesso vivo. In questi 12 anni di attività, Cristina non è mai morta, la faccio conoscere a tutti e sarebbe stata contenta di ciò che stiamo facendo. Sapete, se sopravvivi, non apprezzi nulla, se vivi invece puoi amare i tramonti dell’Africa, l’abbraccio di un bambino. Cristina ogni mattina mi incoraggia. Non abbiamo la presunzione di salvare l’Africa, ma abbiamo la consapevolezza di dare un soffio di speranza a qualcuno.
Gaia Gennaretti
